fbpx

L’interior design per Racha Kayali

Cara Racha, come nasce l’idea creativa del progetto?

L’idea creativa alla base del progetto può avere diverse fonti. Potrebbe nascere dall’oggetto del progetto, dalla location, dall’ambiente circostante, o semplicemente dalla richiesta del cliente. Il nostro ruolo di architetti d’interni è quello di leggere tutti questi elementi in modo ideale per metterli insieme in armonia.

Come ti prepari per lo sviluppo del progetto?

Una volta che il cliente approva l’idea principale, iniziamo a raccogliere gli elementi per costruire il progetto: dalle pareti e pavimento al soffitto, che comprende l’illuminazione architettonica, e, infine, i mobili e l’illuminazione decorativa.

Quali sono gli aspetti che più influenzano le vostre scelte? Lo spazio? La personalità del cliente?

Come ho detto sopra, entrambi gli aspetti sono fondamentali nell’elaborare l’idea principale di un progetto. Tuttavia, lo spazio è il più essenziale a mio parere. L’abilità di un architetto d’interni di talento non è solo di essere creativo, ma anche di cogliere una parte della personalità del cliente, abbinarla allo spazio ed enfatizzarla.

Come avviene la ricerca dei fornitori? Quali sono le caratteristiche fondamentali che devono avere?

In primo luogo, lo stile del partner deve essere in linea con il moodboard del progetto. In secondo luogo, la capacità del fornitore di adattare o modificare il prodotto in caso di vincoli nella selezione o nell’installazione. Terzo, il budget.

Qual è il ruolo dell’illuminazione nel tuo progetto? Quando scegli la luce?

La luce ha un ruolo essenziale in tutti i miei progetti, che si tratti di luci architettoniche o decorative. Come sapete, all’inizio della vita, Dio ha creato il cielo e la terra. La terra era vuota e non aveva alcuna forma; le tenebre erano sul volto profondo. Poi, Dio disse: “Sia la luce”: e c’era la luce.

Che tipo di rapporto hai con i tuoi fornitori? Li coinvolgi attivamente nel processo? In caso affermativo, in che misura?

Una volta selezionati il materiale, i mobili e gli apparecchi di illuminazione, i fornitori diventano parte del team di lavoro. Essi sono coinvolti in tutti gli aspetti che li riguardano, dal coordinamento con i contractors fino all’installazione in loco.

Se dovessi dare consigli ai clienti finali, quali aspetti suggeriresti di valutare con attenzione per i loro acquisti?

In primo luogo, la loro scelta dovrebbe corrispondere allo stile del progetto. L’affidabilità dell’azienda è un altro punto critico, insieme alla sua disponibilità in termini di collaborazione che è essenziale per me.

 Perché hai scelto Masiero?

Onestamente, all’inizio per la collezione Raqam. Mi sono innamorata di questo maestoso lampadario, che combina ingegnosamente l’eleganza delle linee classiche e la tecnologia avanzata nell’illuminazione a led.

A seguire, grazie alla fruttuosa relazione commerciale instauratasi con il Andrea Borsato, l’Area Manager di Masiero responsabile per il Medio Oriente, ho scoperto altri prodotti di Masiero che sto proponendo ai miei clienti.

RK Interior Architecture è uno studio specializzato in progetti di interni residenziali e commerciali. Racha Kayali, la fondatrice, è un’architetto d’interni laureata presso la ESAM Design School di Parigi. Ha poi lavorato presso l’agenzia Wilmotte & Associates di Parigi per 3 anni.  Ora è membro del Gruppo Nidal e ha firmato progetti prestigiosi in tutto il Medio Oriente tra cui Riyadh, Dubai e Beirut.

Il Design secondo Oriano Favaretto

Un designer trevigiano che collabora con un’azienda Veneta: Oriano cosa ti lega a Masiero, oltre alla collaborazione professionale?

Mi lega il contatto umano con quest’azienda. La Masiero non è solo luogo di sperimentazione ma anche una famiglia. Uno spazio condiviso dove tante persone ed idee si trovano in sintonia condividendo gli stessi obbiettivi e lo stesso entusiasmo.

Hai già realizzato due prodotti per Masiero, Honicé e Ribbon. Cosa rappresenta questo terzo progetto? Lo hai vissuto come continuità o possibilità di sperimentare cose nuove?

Continuità e sperimentazione possono essere concetti complementari, nonostante all’apparenza sembrino in antitesi. Spesso, come la natura ci insegna, le cose spontanee trovano nell’evoluzione il loro ineluttabile cambiamento.

Vedo la mia collaborazione con Masiero come una trasformazione, risultato di un processo di crescita ed evoluzione, che nel design ti spinge a ricercare sempre forme nuove.

Qual è stato il punto di partenza per realizzare Iglù? Quali sono state, se ci sono state, le sfide progettuali che hai dovuto affrontare e risolvere?

Le cose più originali nascono semplici. La semplicità come sfida complessa, ma naturale, come le nostre passioni. In Iglù la sfera si sdoppia e diventa per metà solida e per metà intreccio.

Un gioiello sospeso con la sua luce intima, interiore, che la rende mistica ed introspettiva nel suo lievitare nello spazio.

Il mio desiderio di oltrepassare la gravità dei materiali si è espresso attraverso sfere disposte attorno ad un anello con una scansione regolare.

In che modo, dal tuo punto di vista, Iglù completa e rappresenta un’evoluzione della gamma Masiero?

Iglù rappresenta al contempo un’evoluzione stilistica per Masiero, ma anche il consolidamento della sua identità di azienda legata al metallo.

La volontà di realizzare un oggetto minimal e contemporaneo, ma con un sapore scultoreo che lo renda unico e solo, rappresenta una sfida ardua per l’azienda e per il designer.

Realizzare un oggetto essenziale ma che susciti un forte impatto emotivo, coniugando un aspetto leggermente retrò con le tecnologie illuminotecniche moderne.

Il metallo, elemento della tradizione aziendale sapientemente plasmato, diventa la sede naturale per la fonte luminosa a Led.

Il Design secondo Sara Moroni

Sara, cosa definisce il tuo design?

Da un punto di vista formale non c’è una regola e nemmeno uno stile predefinito: i prodotti che ho fino ad ora disegnato hanno un carattere eterogeneo ed inedito perché ognuno incarna i valori e l’identità dell’azienda per la quale sono stati pensati.

Quali aspetti ritieni essenziali nello sviluppo di un nuovo prodotto?

E’ fondamentale identificare un concept forte e tenere sempre il focus sull’utente finale. Immaginare nuove visioni, captare taciti bisogni, valutare il rapporto con lo spazio e con la persona.

In che modo, dal tuo punto di vista, una designer donna si differenzia dai colleghi uomini sul fronte della progettazione?

Il numero delle donne designer è in forte crescita e il loro contributo è sempre più rilevante e di qualità.

Si stanno muovendo con conoscenza, determinazione e destrezza, in un ambito tecnico-industriale da sempre considerato affine all’universo maschile. La differenza in ambito progettuale esiste ed è una vera ricchezza, ma sarebbe anacronistico ricondurla unicamente a fattori di genere. Credo vada piuttosto ricercata nell’unicità di ogni individuo. Ogni designer affronta il progetto con un metodo personale che lo porta ad elaborare idee, trovare soluzioni tecnico-formali molto diverse: questo è il bello!

In questo processo, per nulla lineare, fattori umani e personali influenzano fortemente l’essenza del progetto. Una designer, in quanto donna, può indubbiamente offrire un punto di vista diverso.

Qual è stato il punto di partenza per realizzare Posy?

Due i concetti base che hanno ispirato Posy.

Da un lato l’arte cinetica: movimento e percezione. In tutta la collezione l’asimmetria è ricercata ed imperante: crea movimento, leggerezza, esprime libertà compositiva ed offre all’osservatore punti di vista sempre nuovi e inattesi.

Dall’altro Design bio-ispirato: la natura come fonte di ispirazione. In natura tutto sembra spontaneo e casuale, ma risulta assolutamente armonico e perfetto. Posy è la trasposizione formale e strutturale di gemme che si sviluppano, in modo irregolare, attorno ad uno stelo ed il risultato estetico è tanto naïf quanto romantico.

Le gemme naturali sono state idealizzate e trasformate in poetiche bolle di vetro opale, aventi diversi diametri, e lo stelo affusolato è divenuto una elegante struttura organica in ottone che lega e sorregge il tutto.

Il naming “Posy”, dall’inglese “mazzolino di fiori”, rimanda esplicitamente alla forma organica del prodotto e fa forza sul concetto di composizione armonica.

In che modo, dal tuo punto di vista, completa e rappresenta un’evoluzione della gamma Masiero?

Posy è una collezione elegante e ricercata nei dettagli, ma fresca e contemporanea nel linguaggio.

Credo possa esprimere tutta l’abilità tecnica e l’esperienza di Masiero nella lavorazione dei materiali e al contempo mostrare una tensione verso nuovi canoni formali, sempre decorativi, ma più minimali e trasversali.

Quali sono gli ambienti maggiormente adatti a Posy, se dovessi suggerirlo ad architetti e interior designer?

Sono contemporaneamente lighting, product e interior designer: questo il mio punto di forza.

Nel progettare Posy ho considerato le possibili applicazioni, valutato il rapporto del prodotto con lo spazio e immaginato i possibili scenari luminosi. Il risultato di questa ricerca progettuale è una famiglia completa e versatile caratterizzata da uno stile volutamente trasversale tale da poter consentire il suo inserimento in vari contesti: alberghi, bar, ristoranti, uffici, spazi domestici sia moderni che classici.

Così come in natura, Posy offre molte soluzioni formali: singolo, doppio, a grappolo o multiplo come nelle infiorescenze. Vorrei che i progettisti utilizzassero i vari elementi che ho disegnato per realizzare il loro personale bouquet: unico e poetico.

Hai lavorato con 2 materiali diversi: ottone e vetro. È stato sfidante farli coesistere all’interno del design che hai realizzato?

Vetro soffiato e ottone sono due materiali nobili quasi in antitesi tra loro: leggero/fragile/semi-trasparente il primo e corposo/duttile/semi-riflettente il secondo. Volendo conferire il giusto valore ad entrambe le finiture, ho pensato di farli interagire fra loro tramite la luce. La sfera opalina, oltre ad illuminare l’ambiente, valorizza infatti tutta la struttura in ottone del prodotto facendone risaltare: il colore, la matericità e la raffinata micro-decorazione.

Raqam protagonista a Riyadh

Grazie alla proficua collaborazione tra Masiero Lab, il laboratorio multidisciplinare di ricerca e sviluppo interno all’azienda, con l’Interior designer Racha Kayali, fondatrice dello studio RK Interior Architecture, Arabia Saudita, è stato realizzato un bellissimo progetto in villa privata a Riyadh.

Lusso, contemporaneità ed eleganza sono protagoniste dell’installazione Raqam realizzata con l’inserimento di una composizione a chandelier completata da lampade a parete ideate espressamente per questo progetto!

Custom

Lavoriamo al tuo fianco per realizzare i tuoi desideri

Masiero offre un servizio di customizzazione tailor made per tramutare le idee in realtà.

Richiedi informazioni

Richiedi informazioni sulla personalizzazione